EMOZIONI

Cosa sono le emozioni?

Definire le emozioni non è facile; si possono chiamare in tanti modi: passioni, sentimenti, affetti, stati d’animo; ciascuno ne ha esperienza diretta e sa cosa succede dentro di sé quando un’emozione insorge all’improvviso in risposta a stimoli ambientali.

Galimberti definisce le emozioni come “Esperienze soggettive di forte intensità e di breve durata caratterizzate da scarso controllo sul comportamento e da immediatezza[1]

Le emozioni ubbidiscono ad un modello biologico che difficilmente cambia nel corso della vita, mentre cambia la nostra reazione cosciente con le emozioni.

 Le emozioni determinano modificazioni:

  • - Nella fisiologia (es. aumento del battito cardiaco e respiratorio, rossori, pallori ecc) definendo l’intensità dell’esperienza emotiva.
  • - Nel comportamento e nei processi cognitivi (modificazione nella consapevolezza soggettiva della situazione sperimentata)
  • - Nell’espressione dell’organismo (cambiamenti dell’espressione facciale e della postura).

La differenza che  contraddistingue le emozioni dagli affetti è che questi ultimi non dipendono da uno stimolo esterno ma dai nostri interessi, dai nostri valori, dalle influenze del nostro contesto culturale; sono durevoli e pervasivi.

” Emozione indica un movimento (ex-movere), un cambiamento interno, che può aver connotazioni positive o negative.

Affetto (ad-facere) indica una dinamica più complessa: è un’azione, implica un fare anche qui con connotazioni positive e negative.”[2]

Ad esempio, possiamo considerare emozione l’attrazione che proviamo alla vista di una persona, ma appena questa si allontana da noi, la nostra reazione emotiva si attenua. Questa attrazione si trasforma in affetto nel momento in cui iniziamo a pensare a quella persona anche quando non è vicino a noi, desideriamo incontrarla e trascorrere del tempo con lei poiché quella persona ci interessa.

L’utilità delle emozioni consiste nel permetterci di valutare nell’immediato se uno stimolo che ci sorprende ci piace oppure no, se può esserci utile o dannoso ed infine, se vogliamo affrontarlo o allontanarci da esso.

Le componenti emotivo-affettive sono alla base della nostra vita psichica, esse costituiscono tutto il complesso di stati d’animo, di reazioni, di sentimenti che ognuno, quotidianamente vive e,  mediante i quali ha rapporti con il mondo, con gli altri e con se stesso.”[3]

Sempre Zonta definisce le emozioni: “reazioni fisiologiche e comportamentali a situazioni alle quali il soggetto è impreparato e che sconvolgono l’equilibrio della vita affettiva.” (ibidem )

Alcuni autori suddividono le emozioni in “negative” e “positive[4].

Le emozioni negative modificano lo stato psichico di un individuo provocandone un malessere, quelle positive portano a sperimentare un benessere.

Vivere delle emozioni significa sentire mutamenti interiori che esteriorizzandosi, fungono da spinte propulsive al nostro agire.

Le emozioni possono quindi essere viste anche come “spinte propulsive” al nostro agire.

Se è vero che l’emozione muove la nostra energia interiore è anche utile, al benessere dell’individuo, che questa si manifesti attraverso vari livelli espressivi per non provocare un sovraccarico emotivo, causa di stress e di malessere somatico.

 

 


 

 

[1] Umberto Galimberti – Psicologia – Garzanti – Torino 1999

[2] per un modello teorico-clinico dello sviluppo psichico – www.nicolalalli.it

[3] Zonta – Psicologia – Edipsicologiche – Cremona 1998

[4] www.psiconline.it

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